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 NASPI Indennità di disoccupazione

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Peterhansel
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MessaggioTitolo: NASPI Indennità di disoccupazione   Mar 30 Giu 2015 - 13:46

Con il Jobs Act cambia anche l’indennità di disoccupazione. Dall’1 maggio 2015 la Naspi (Nuova prestazione di Assicurazione sociale per l’impiego) va a sostituirsi all’Aspi e alla Mini Aspi, indennità introdotte dalla riforma Fornero nel 2012.

L’ultima novità, come confermato dal decreto attuativo approvato dal Consiglio dei Ministri l’11 giugno scorso, è che la durata massima dell’indennità sarà sempre di 2 anni, mentre prima si era ipotizzato che a partire dal 2017 sarebbe scesa a 18 mesi.

Andiamo a vedere insieme quali sono le caratteristiche di questa nuova indennità di disoccupazione e cosa cambia rispetto al passato.

Cos’è la Naspi e a chi spetta


Per Naspi, stando al Decreto Lestislativo del 4 marzo 2015 n. 22 e come meglio precisato nel Decreto attuativo del Jobs Act in materia di ammortizzatori sociali, si intende un assegno che spetta mensilmente a chi si trova in stato di disoccupazione involontaria (a chi, cioè, non si è licenziato autonomamente). Tra questi sono inclusi anche gli apprendisti e i soci di cooperativa che, dopo esserne entrati a far parte, hanno stabilito un rapporto di lavoro subordinato.

Se però sei un dipendente della Pubblica Amministrazione (Enti regionali, Camere di commercio, scuole di ogni ordine e grado ecc…) sappi che, nel tuo caso, dovrai fare riferimento alla “vecchia” Aspi: la nuova indennità infatti esclude i dipendenti della PA e inoltre, gli operai agricoli.

Sei stato licenziato prima dell’1 maggio? In questo caso, anche se ancora non hai richiesto l’indennità di disoccupazione, dovrai fare riferimento sempre alla “vecchia” Aspi: le nuove regole infatti valgono dall’1 maggio in poi e non sono retroattive.
Anche per i collaboratori coordinati e continuativi e a progetto è prevista dal Jobs Act una indennità di disoccupazione, chiamata invece Dis-Coll che spetta a chi ha perso il lavoro tra l’1 gennaio e il 31 dicembre 2015 ed è iscritto alla sola gestione separata dell’INPS senza essere né pensionato né in possesso di partita IVA. Per ottenere questa indennità i collaboratori devono avere versato almeno 3 mesi di contributi a partire dall’1 gennaio 2014, di cui una mensilità deve essere nel 2015. La Dis-Coll sostituisce l’indennità una tantum prevista dalla Legge Fornero e non può essere percepita per più di sei mesi.




I requisiti

Per ottenere la Naspi bisogna essere in possesso di questi 4 requisiti contemporaneamente:

essere (ovviamente) in stato di disoccupazione;
poter far valere nei 4 anni che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione almeno 13 settimane di contributi;
poter far valere, nei 12 mesi che precedono l’inizio della disoccupazione almeno 30 giornate di lavoro effettivo a prescindere dal minimo contributivo. Per giornate di lavoro effettivo, si intendono quelle di effettiva presenza al lavoro indipendentemente dalla durata oraria.
Ti sarà capitato spesso di sentire di datori di lavoro che non versano i contributi, se sei in questa situazione e stai leggendo cosa dice il punto 2, non ti preoccupare: la Naspi spetta anche a chi ha avuto un datore di lavoro che ha trattenuto i contributi in busta paga, ma non li ha mai effettivamente versati.

Naspi in caso di dimissioni per giusta causa

La circolare dell’Inps n.94 del 12 maggio precisa che ci sono casi in cui, anche chi si licenzia, può avere diritto alla Naspi.
Eccoli:

mancato pagamento dello stipendio,
avere subito mobbing o molestie sessuali sul lavoro
peggioramento delle proprie mansioni lavorative
variazioni di condizioni di lavoro a seguito della cessione dell’azienda ad altre persone (fisiche o giuridiche dell’azienda);
spostamento del lavoratore da una sede a un’altra senza motivazioni plausibili (tecniche, produttive o organizzative);
comportamento ingiurioso da parte del datore di lavoro.
Come si calcola la Naspi

Quanto ti spetterà mensilmente? Il calcolo da fare è il seguente: sommare tutte le retribuzioni imponibili degli ultimi 4 anni e dividere il numero ottenuto per le settimane di contribuzione che si hanno. Il quoziente va poi moltiplicato poi per il coefficiente 4,33.
Se la retribuzione mensile che ne viene fuori è pari o meno di 1195 euro, l’assegno sarà il 75% della retribuzione, se se invece l’importo è superiore ai 1195 euro, al 75% viene aggiunto il 25% della differenza tra questo importo e la retribuzione mensile.

La Naspi però prevede che si possa percepire comunque non più di 1300 euro al mese.
Importante: dal quarto mese in poi, l’importo mensile viene ridotto progressivamente del 3% al mese e questo fino alla sua durata.

Quanto dura?

Anche qui il tempo è determinato dal periodo lavorativo e ovviamente dal fatto di non avere trovato nel frattempo nessun’altra occupazione: la Naspi viene corrisposta per un numero di settimane pari alla metà delle settimane che si è lavorato negli ultimi 4 anni per arrivare a un massimo, confermato dal Governo l’11 giugno scorso, di 2 anni.

Presentazione domanda

La domanda va presentata entro 68 giorni da quando si è concluso il rapporto di lavoro e dal lavoratore stesso.
Ecco come:

tramite il sito INPS
rivolgendosi a un patronato
tramite contact center integrato INPS Inail chiamando l’803164, da rete fissa e lo 06164164 da rete mobile (tasto 4, dopo avere effettuato la scelta della lingua italiana, costi che variano a seconda dell’operatore)
Vista la decorrenza della Naspi a partire dall’ottavo giorno successivo al licenziamento, ti consigliamo di presentare la domanda non appena possibile, altrimenti l’indennità parte dal primo giorno successivo a quando si è presentata la domanda.
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